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Il Contesto

Oggi, ancora più che rispetto al passato, è di fondamentale importanza per la crescita del nostro sistema-paese investire nell’innovazione ed in particolare in nuove iniziative imprenditoriali capaci di portare sul mercato disruptive technologies. Si tratta di una sfida che chiama in causa i centri produttori di nuove conoscenze scientifiche e quindi, in primo luogo le Università, che si stanno impegnando sia direttamente, attraverso la promozione di iniziative interne di nuove start up tecnologiche, sia indirettamente, attraverso la collaborazione con le PMI locali più aperte all’innovazione..

Sul primo fronte, negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative di valorizzazione della ricerca scientifica attraverso la creazione di spin off accademici. NETVAL nel rapporto 2010 ha censito 806 spin off costituiti negli Atenei italiani, con un tasso di crescita medio negli ultimi 5 anni di circa il 20%. Pur trattandosi di una crescita significativa, siamo ancora distanti dai tassi di crescita registrati negli altri Paesi europei. E’ da attendersi quindi un progressivo allineamento verso l’alto dei tassi di crescita. La sempre maggiore rilevanza che viene attribuita alla costituzione di spin off da ricerca, quale elemento di valutazione della qualità degli Atenei, e la volontà politica di correlare sempre più direttamente l’entità dei finanziamenti pubblici da assegnare al raggiungimento di adeguati risultati anche in questo campo sono alcuni dei fattori che inducono a confidare in una crescita significativa di questa tipologia di iniziative.

Parallelamente si sono rafforzate in Italia le esperienze di collaborazione fra gli Atenei ed il sistema delle PMI locali che possono così aver accesso a risorse di conoscenza e infrastrutture per la ricerca e sviluppo che normalmente sono al di fuori della loro portata. Questa collaborazione rappresenta, quindi, per le PMI locali una fondamentale leva di innovazione dei propri prodotti e processi finalizzata all’acquisizione di importanti fonti di vantaggio competitivo.

L’attività di valorizzazione e del trasferimento tecnologico è animata dalla presenza di numerose tipologie di operatori, sia pubblici che privati che però ancora oggi trovano difficoltà ad organizzarsi in filiere efficienti nelle quali i detentori di un particolare know how tecnologico possono trovare supporto adeguato ai loro progetti.

Il punto centrale di questo potenziale blocco nello sviluppo della imprenditorialità innovativa consiste nella mancanza di una diffusa cultura imprenditoriale capace di sviluppare modelli di business innovativi e di raccordare intorno a questi modelli risorse e competenze adeguate alla loro crescita.

 

La sede istituzionale

Sede istituzionale del Laboratorio sulla Imprenditorialità è il DISA (Dipartimento di Scienze Aziendali) dell’Università degli Studi di Salerno. Il Direttore del Laboratorio è il Prof. Roberto Parente.

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